Descrizione
Il contributo per i viaggi d’istruzione viene confermato anche per l’anno scolastico 2025/2026. Si tratta del cosiddetto Welfare gite, una misura pensata per sostenere le famiglie nelle spese legate alle uscite didattiche, in un contesto segnato dall’aumento dei costi di trasporto e organizzazione.
Il beneficio può arrivare fino a 150 euro per studente ed è destinato agli alunni delle scuole secondarie di secondo grado. Tuttavia, è importante chiarire che non si tratta di nuovi fondi stanziati: le scuole potranno utilizzare le risorse residue messe a disposizione nel 2023, pari complessivamente a 50 milioni di euro, rimaste inutilizzate negli anni precedenti.
Proprio per favorire un maggiore utilizzo di queste risorse, i criteri di accesso sono stati resi meno rigidi rispetto alla fase iniziale. In origine, il contributo era riservato a famiglie con ISEE fino a 5.000 euro; successivamente la soglia è stata innalzata a 15.000 euro e, in alcuni casi, può essere ulteriormente ampliata. Non esiste però un limite unico valido per tutti: i requisiti vengono definiti autonomamente dalle singole istituzioni scolastiche, in base alle proprie disponibilità e alle esigenze del territorio.
Un altro aspetto da considerare riguarda l’impatto del caro energia. L’aumento dei prezzi, in particolare nel settore dei trasporti, sta incidendo in modo significativo sui costi delle gite scolastiche, con pacchetti che possono superare anche i 500 euro per studente. In questo scenario, il contributo rappresenta un supporto utile, ma non sempre sufficiente a coprire una parte rilevante della spesa.
Per quanto riguarda la richiesta del beneficio, la domanda deve essere presentata direttamente alla scuola, utilizzando i moduli predisposti dalla segreteria. Il contributo può essere riconosciuto sotto forma di sconto immediato sul costo del viaggio oppure come rimborso successivo.
Anche le tempistiche non sono uniformi: le scadenze variano da istituto a istituto, proprio in virtù dell’autonomia scolastica.
In sintesi, il bonus gite 2026 rappresenta un’opportunità per sostenere le famiglie, ma con disponibilità limitate e modalità di accesso che possono differire sensibilmente. Per questo motivo, è consigliabile rivolgersi direttamente alla propria scuola per conoscere nel dettaglio requisiti, importi e modalità di presentazione della domanda.